L’eccellenza dei prodotti della ristorazione non si vede soltanto dalla qualità dei piatti, ma parte dall’ingrediente base per antonomasia, il pane.
Lo sa bene Giuseppe, un signore di mezz’età dal fascino senza tempo, cliente assiduo e da sempre estimatore del pane artigianale servito al Namì. A pranzo o a cena, per lui non c’è pasto senza quel delizioso cestino composto da tante fette di differenti gusti: dal pane integrale, a quello ai 5 cereali, da quello farcito con olive fino a quello squisitamente tradizionale. Un pane fatto come una volta e cotto nel forno a legna quotidianamente, capace di attirare le persone già col suo odore irresistibile e di far riscoprire loro antichi sapori. Non a caso il profumo del pane appena sfornato risveglia sempre in Giuseppe il buon umore e attiva tutti i suoi sensi: la vista con il suo colore dorato, l’olfatto col suo profumo unico e inconfondibile, il tatto con la sua crosta ruvida o liscia, l’udito con la sua croccantezza e, naturalmente, il gusto con il suo sapore che non stanca mai.

Del resto tra le tante cose che distinguono il pane industriale da quello artigianale e casereccio del Namì è il tipo di lavorazione e il lievito madre impiegato, direttamente proveniente dall’impasto della pizza, e capace di donare fragranza, leggerezza e un sapore perfetto per accompagnare qualsiasi pietanza…compresa la deliziosa scarpetta finale! Namì in…tradizioni!